Una città, un’agenzia immobiliare e due colleghi…sono gli ingredienti perfetti per una tranquilla storia d’amore, ma in Kowloon Generic Romance niente è come sembra!
Un ottimo inizio per Kowloon Generic Romance, il manga scritto e disegnato da Jun Mayuzuki e pubblicato da jpop. La lettura del primo volume rende impazienti di leggere il secondo, a patto però di amare le narrazioni lente e dettagliate!
La storia
Kujirai lavora come impiegata in un’agenzia immobiliare nel centro di Kowloon, un quartiere popolare e popolatissimo che assomiglia a molte città orientali e per certi versi anche alle nostre periferie.
La solita routine e le consolidate abitudini quotidiane della protagonista fanno sì che le giornate scorrano tranquille. Così i lavori di Generic Terra, un nuovo “Paradiso dove abitare” ad opera di una ditta spregiudicata, non possono che generare curiosità e fermento.
Giorno dopo giorno, a movimentare le giornate di Kujirai sono però i sentimenti che prova per il collega Kudo, un tipo in apparenza poco sensibile, ma in realtà molto affidabile. Lavorando gomito a gomito, tra i due viene a crearsi un rapporto del tipo “ mi piaci ma non te lo do a vedere”. L’interesse della donna per Kudo diventerà talmente forte da spingerla ad indagare sempre di più sulla persona di cui è innamorato. E non sarà questa l’unica sorpresa ad attenderci nel finale del primo volume, perché, a quanto pare, molte sono le cose che a Kowloon non quadrano.

Tanti misteri in Kowloon Generic Romance
C’è un significato preciso dietro la presenza dei pesciolini rossi sulle scarpe nuove di Kujirai e nel caffè frequentato da Kudo? E perché a Kowloon sono onnipresenti gli ideogrammi del termine fortuna? E perché mai la stessa parola appare capovolta sulla porta di casa di Kujirai? È un caso che il numero 8 che Kudo tocca come portafortuna è lo stesso numero di casa della donna? E quella di Kujirai è una semplice mancanza di senso dell’orientamento o ha un significato più profondo?
Non si contano gli elementi come questi che Jun Mayuzuki dissemina lungo il volume e non sappiamo se sono semplici coincidenze o elementi distrattori. Proprio per questo la direzione che prenderà la storia dopo questo primo volume risulta del tutto imprevedibile.
La loro presenza però alimenta la sensazione, via via crescendo, che qualcosa non torni. Il lettore attento ai dettagli è spinto ad andare fino in fondo ad un volume privo di fatti eclatanti, aspettando che accada qualcosa dietro ogni pagina e non verrà deluso nel finale!
Così Jun Mayuzuki ci fa scoprire la sua Kowloon piano piano. Proprio come Kujirai incomincerà man mano a vedere le cose con chiarezza senza bisogno degli occhiali, così anche noi capitolo dopo capitolo mettiamo a fuoco il mondo di Kowloon. Quella che sembra una storia d’amore vecchio stile risulterà più complessa e un mondo in apparenza a noi contemporaneo in realtà molto più futuristico.
Kowloon e il sentimento di nostalgia
Oltre a contare su due personaggi perfetti per questa storia romantica (antipatico e falsamente superficiale lui, bella e ingenua lei), il manga può contare sul fascino stesso di Kowloon. È l’ambientazione stessa infatti a generare il sentimento di nostalgia che qui si ritrova in un insolito parallelo. Kudo infatti afferma: Kowloon è una città nostalgica come l’amore.
Ma come può essere nostalgica la caotica, vivace e sovraffollata città di Kowloon? Una periferia come tante, dove si vive uno accanto all’altro. Un luogo lontano anni luce dall’ideale di città di qualsiasi urbanista e il cui valore risiede proprio nella gente?
Una possibile spiegazione ce la fornisce forse la vera Kowloon , un’ antichissima città murata vicino Hong Kong abbattuta nel 1993, poiché cresciuta a dismisura e fuori controllo, con problemi di vivibilità a cui la popolazione rispondeva con coesione e reciproco aiuto.
È chiaro che se non è questo il motivo alla base della nota nostalgica che si respira tra le pagine, è sicuramente un elemento ispiratore per Jun Mayuzuki, che proietta Kowloon in un mondo futuristico. A questo punto c’è da chiedersi se Kowloon non sia in realtà l’ultimo avamposto di un modo di vivere del passato in contrasto con il futuro, rappresentato da Generic Terra.
E in effetti esiste qui la contrapposizione tra passato e futuro, effimero e duraturo, tradizione e moda che sono personificati dagli stessi Kudo e Kujirai

La narrazione in Kowloon Generic Romance
A chi non ama le narrazioni lente e le inquadrature che seguono i minimi gesti dei personaggi, Kowloon può sicuramente risultare noioso. Invece per i lettori che amano i dettagli, Jun Mayuzuki riesce con tanti elementi a muovere spudoratamente la curiosità del lettore, come quando usa le inquadrature che nascondono ad arte lo sguardo di Kudo nei momenti cruciali.
Fanservice?
Altro problema sono sicuramente alcune scene in cui molti hanno criticato la presenza di fanservice. In effetti in tutto il manga sono presenti inquadrature che esaltano chiaramente le forme di Kujrai, nonostante il disegno di Jun Mayuzuki cerchi sempre di esaltarne la sensualità.

La scena in questione però è talmente spudorata da sembrare brutta, gratuita e senza senso. Ma se così non fosse (cosa plausibile vista l’opera), resta il fatto che la scena ha il demerito di aver di colpo fatto dimenticare ai lettori la bravura dell’autrice che fino a qualche pagina prima aveva magistralmente portato avanti nella narrazione due linee temporali differenti: quella presente che vede Kujirai tinteggiare le pareti di un appartamento nell’afa estiva e quella avvenuta prima e che spiega i motivi dell’impresa eroica di Kujirai.
Curiosità
- L’autrice ha pubblicato in Italia Come dopo la pioggia che ha vinto il 63° Shogakukan Manga Award nella categoria manga generici.
- In Giappone Kowloon Generic Romance è arrivato al sesto volume
Compralo se…
…ami narrazioni lente e dettagliate e una lettura che porta a domandarti sempre cosa c’è dietro ad ogni minimo gesto.

