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L’ euromanga: un mondo tutto da scoprire!

Sei anche tu un appassionato di fumetti giapponesi, ma hai sempre guardato con diffidenza gli euromanga? Anche io, ma ho iniziato da poco un viaggio alla scoperta dei manga prodotti in Europa che mi ha sorpreso!

Proprio quando pensavo di scrivere questa pagina sulla mia esperienza con l’euromanga, è uscita la notizia che Shockdom pubblicherà Manga Vibe, la prima rivista antologica di manga italiani in edicola e in fumetteria. Un caso? No perché ogni giorno il mondo del manga prodotto in Occidente si amplia, acquista maggior visibilità e conta ottimi risultati! Anche i più scettici sono così costretti a incuriosirsi e spesso a rivedere le proprie opinioni. Proprio come me.

Euromanga: quando non si poteva non essere scettici

Lo ammetto. Anche io faccio parte di quel numero di lettori prevenuti nei confronti del manga prodotto in Occidente. E so bene quando è iniziato tutto.

Per passare le giornate estive in uno sperduto paese del Cilento, comprai tanti anni fa una rivista dedicata ai cartoni animati giapponesi legata al mondo del doppiaggio. All’interno c’erano alcune pagine di un fumetto italiano che scimmiottavano la famosa eroina dai codini biondi in voga in quel periodo. Sinceramente non aveva nulla di eccezionale né nella storia, né nei disegni privi di dinamicità e azione.

Penso sia partito tutto da lì. Ammetto però che successivamente la mia diffidenza non era dovuta a opere in particolare, ma un ragionamento basato su questa domanda:

Era necessario per noi europei e italiani produrre un manga?

La mia risposta era no, se per manga intendevamo solo uno stile che si misurava attraverso la grandezza degli occhi e l’imposizione di una regola stilistica ferrea, mal padroneggiata e che rischiava di irrigidire il prodotto finale.

Ritenevo invece che bisognasse imparare dai Giapponesi qualche altra cosa. Aprirsi a nuovi generi (pensiamo agli spokon manga sportivi che esistono solo in oriente, le commedie scolastiche etc.), alla freschezza del disegno, capire come appassionare e tenere incollato il lettore e stupirlo. Oppure studiare la macchina editoriale giapponese e adattarla dove possibile al mondo italiano. Insomma più che copiare bisognava contaminarsi!

Ma speravo soprattutto che l’Italia apprendesse dal Giappone come fare del fumetto un linguaggio veramente popolare e che parlasse a tutti, senza nessuna forma di snobbismo. Una cosa che ancora oggi abbiamo difficoltà a imporre in Italia allo stesso modo, se non tra i lettori e creatori, almeno al mondo intellettuale che se ne occupa.

A rafforzare il mio scetticismo c’era anche una questione pratica. Una volta che un autore imparava la tecnica manga, dove mai avrebbe potuto pubblicare il suo euromanga? Perché prima che un pubblico, a non esistere era lo spazio dove pubblicarlo e la casa editrice che lo facesse.

Per molto tempo questa è stata la mia convinzione anche perché non ho mai avuto ragioni per cambiarla.

Quando ho cominciato a cambiare idea?

Lessi tempo fa un’intervista di Tsukasa Hojo che dichiarava che l’euromanga che aveva di fronte era per lui un manga al 100%. (https://www.facebook.com/notes/salvatore-pascarella/cena-con-hojo-e-opinioni-sul-manga-straniero/1048744835164028). Se lo diceva lui che i manga li creava, allora c’era bisogno di un cambiamento di prospettiva ulteriore da parte mia.

Questo pensiero mi è rimasto dentro, fin quando il mondo intorno a me non è cambiato a tal punto che è stato facile fare il primo passo per superare lo scoglio.

Sono infatti aumentati gli artisti che, da appassionati lettori, finiscono per scrivere storie riproponendo tecniche, generi e situazioni viste nei manga. In più possono imparare le tecniche manga nelle stesse scuole di fumetto che ormai prevedono percorsi formativi dedicati. Inoltre l’avvento dei social o dei webtoon permette loro di dare visibilità al prodotto e di testare la reazione del pubblico. Infine sono nate delle case editrici che li pubblicano.

Così oggi non è sogno ma realtà che un manga come Radiant del francese Tony Valente, classe 1984, sia sbarcato in Giappone dopo aver mietuto successo sia in Francia che in Europa. Oggi Francia e Germania sono più avanti nel mercato, ma anche in Italia si incominciano a fare i primi passi.

E a questo punto della storia che siamo noi. Il mercato è cambiato e l’offerta è aumentata, il fenomeno ha visibilità e alla fine non può essere ignorato, anzi finisce per incuriosire.

Supera le questioni filologiche

Orientarsi in un mondo nuovo può essere complicato. E la prima domanda che ci si pone è quasi obbligata. Quando si può parlare di manga europeo? Lo stile e tecnica narrativa sono ben precisi? E la lettura deve essere per forza all’orientale?

Sembrerebbe di sì. Ma attenzione a non cadere in una questione filologica sterile. Nella stessa intervista a Tsukasa Hojo, l’autore ricorda come simili questioni sul nome da dare a questo genere di produzioni non esiste quasi in Giappone. In realtà questo approccio è quasi puramente legato alla nostra cultura occidentale, ma rischia in questa fase di evoluzione di oscurare, escludere e irrigidire qualcosa che è ancora troppo giovane per essere definito. I rischi possibili (ma non certi) sono di avvilire gli stessi lettori, togliendo il piacere della scoperta, o di irrigidire su degli assiomi gli autori che desiderano far riconoscere come autentici manga le loro opere, ma che per forza sono innestati in un’altra cultura.

Primi passi tra l’euromanga

Dunque avere delle informazioni base è fondamentale quando approcci a un universo nuovo. Ma poiché è più vasto di quello che si immagina, affidarsi all’istinto è pur sempre un ottimo inizio. Quindi vai a sentimento e impara leggendo e confrontando!

Se vuoi comunque qualche consiglio per orientarti allora :

  • recupera una diretta con Carmine Luffy e Fabrizio Francato di Mangasenpai, la casa editrice italiana che si occupa di portare euromanga di altre nazioni in Italia e di produrne dei nuovi e che tra poco ritornerà a pubblicare il suo catalogo anche in digitale. https://www.twitch.tv/carmineluffy90/video/854093965
  • Se proprio sei insicuro se spendere soldi in questa avventura, fai un giro su tapas alla scoperta di numerosi webtoon!

Il piacere della scoperta

Il bello di questa nuova avventura è sicuramente trovare bei titoli e saper trovare degli elementi che sono squisitamente occidentali; scoprire artisti talentuosi con voglia di raccontare e case editrici che credono in quello che fanno, sperimentano, rischiano e hanno fiducia anche nei lettori e che ricorda i primi anni in cui i manga arrivavano in Italia e che ormai è scomparso in ambienti editoriali consolidati da anni.

E così l’avventurarsi in questo nuovo mondo mi da il piacere di sentirmi nuovamente in fermento. Quindi se sei scettico pure tu, portafoglio permettendo, non avere paura di buttarti nella mischia, sicuramente qualcosa di nuovo saprà sorprenderti!

Buon divertimento!