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Lo strano caso di Getenrou

Un caso difficile da catalogare quello di Getenrou, un manga che non mancherà di sorprendere anche i non amanti del genere

Getenrou_copertina

Nella finzione Getenrou è un complesso di edifici intorno al quale si muovono fatti e personaggi in apparenza bizzarri. Nella realtà è il manga scritto e disegnato da Masakazu Ishiguro e pubblicato nel 2019 da Dynit per Showcase.

Un volume unico che a spiegarlo si rischia di pregiudicare l’effetto sorpresa del finale, snza aver certezza di essere riuscito a trasmetterne lo spirito. Basti sapere che i nove capitoli che lo compongono (pubblicati sulla rivista Mephisto di Kodansha dal 2008 al 2011) mutano continuamente tono e genere. Così Getenrou oscilla continuamente tra il demenziale, il surreale, il giallo e la fantascienza.

Alla ricerca di un senso

Per chi non è un estimatore di questi generi, Getenrou rimane comunque una lettura interessante. Di episodio in episodio la storia costringe il lettore a chiedersi che tipo di fumetto stia leggendo.

Saremo infatti condotti tra casi bizzarri di riviste porno gettate e ritrovate a metà; o tra le indagini surreali di omicidi veri o presunti; oppure seguiremo i tentativi di una donna di sbarazzarsi di un robot obsoleto. Sullo sfondo, una quotidianità fatta di robotica avanzata e creazione di esseri viventi artificiali, non sempre facilmente accettata e molto dibattuta.

Il valore di Getenrou

Seguiremo così l’autore di episodio in episodio, senza avere idea chiara di dove ci stia portando. Rimarremo spiazzati di volta in volta dal cambiamento, fino a quando arriverà a sorpresa il filo conduttore a ricucire le strampalate storie al suo interno. E per un attimo ne usciremo perfino commossi.

A causa di questa sua natura, è prevedibile che Getenrou dia il meglio alla prima lettura. Alla seconda difficilmente ritroveremo le stesse sensazioni.

Avvertenze

La storia potrebbe deludere gli estimatori del genere fantascientifico, poiché non sono fornite mai complesse e dettagliate spiegazioni tecniche. Anche le questioni etiche sulle forme di vita artificiali (sebbene siano centrali) non sono poi profondamente indagate.

Il volume punta invece ad un sentimento di partecipazione alla storia dei protagonisti e l’idea che gli uomini siano mossi solo dal soddisfacimento personale.

Lo stile

A prima vista lo stile di Ishiguro non risulta particolarmente eccezionale. Eppure una volta abituati se ne può cogliere la bellezza. Pulitissimo e ordinatissimo, le sue tavole presentano uno schema ripartito in tre fasce orizzontali su cui vengono inserite un numero variabile di vignette. Ad accentuare nitidezza e luminosità delle tavole è la grossa presenza di campi bianchi. Spazi neri e retini usati come semplici riempitivi sono utilizzati con grande equilibrio. Solo quando il tono della storia cambia, allora le tavole acquistano un fondo nero onnipresente.

Lo stile di Ishiguro sembrerebbe a prima vista più adatto ad un’opera comica, ma nelle tavole finali riesce benissimo a interpretare storie più toccanti e drammatiche.

Curiosità

  • Masakazu Ishiguro non è proprio uno sconosciuto in Italia. Eppur la città si muove è stata pubblicata e poi sospesa a causa delle vicende editoriali della GP Publishing.
  • Il suo Heavenly Delution invece è edito da Star Comics.
  • Dalle trame dei suoi manga, si nota la stessa tendenza usata in Getenrou di alternare demenziale e fantascientifico o commistionarli in parte.

Compralo se ..

..ami essere colto di sorpresa dalle storie!