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Ken Koyama e Seiri-chan

Volete capire qualcosa in più dell’universo femminile? I racconti di “Seiri-chan la tua amica mensile” scritti e disegnati da Ken Koyama vi aiuteranno a comprenderlo meglio con semplicità e leggerezza!

Che cosa hanno in comune una moglie desiderosa di avere un figlio, due belle supereroine e la loro rivale, una scrittrice, una commessa che si vede brutta e una ragazzina di un villaggio giapponese del 1800? Ed ancora una liceale, una donna in età da marito ed una commessa un po’ in carne?Avere tutte il ciclo mestruale!

O meglio, nella finzione narrativa, essere tutte amiche della mitica Seiri-chan, che fa loro visita ogni mese. E se in Italia potreste nutrire qualche dubbio sull’identità del pupazzone rosa, protagonista del manga “Seiri-chan la tua amica mensile” di Ken Koyama , in Giappone non potete sbagliarvi, perché il nome di questa buffissima, ma ganzissima amica indica proprio il mestruo!

Seiri-chan e la tua amica mensile è pubblicato in Italia da Starcomics per la collana Wasabi

Così Seiri-chan si presenta sull’uscio di casa di donne sempre diverse per ricordare loro di se stesse, alcune volte fiaccandole nel fisico, molto più spesso aiutandole nelle loro storie sentimentali o di vita quotidiana, anche con modi un po’ bruschi. Altre volte le sprona, altre volte fa giustizia! E, come prevedibile, lo fa da sempre. Così il tabù più longevo del mondo e presente a tutte le latitudini viene raccontato partendo dai nostri giorni fino ad arrivare all’800.

Ben 10 racconti filano via velocemente tra i problemi e le ansie di queste donne. A renderli così piacevoli sono delicatezza e garbo a cui si aggiunge lo stile semplice del disegno, quasi da vignettista.

Seiri-chan, oltre il luogo comune

L’espediente di Seiri-chan è così un modo carino e simpatico per raccontare il mondo femminile. Limitante direte voi? No, perché riesce a toccare tutte noi donne di qualsiasi tipo o specie. Belle, brutte, passate e presenti, in carriera o supereroine, ammogliate o in attesa dell’amore. Il tema così delle mestruazioni diventa la chiave efficacissima per entrare e descrivere l’universo rosa e, di contraltare, anche il mondo maschile. Sì, perché se Seiri-chan accompagna le donne, altrettanto divertenti “pupazzoni” affiancano gli uomini: dal piccolo Doite-kun, amico dei giovani verginelli (simbolo d’innocenza), a Seiyoku-kun, che compare accanto a quelli più maturi e che scatena loro improvvisi desideri!

La punizione che ogni donna vorrebbe infliggere al proprio uomo! ^_^

Questa così variegata descrizione delle componenti fisiche e psicologiche delle donne, non avviene mai per luoghi comuni. Anzi, nella narrazione è sempre presente comprensione e partecipazione alle problematiche femminili. Tant’è che durante la lettura mi è sorta da subito una domanda:

Ma chi è Ken Koyama, il creatore di Seiri-chan?

Avevo già capito che l’autore fosse un maschio, ma ad un certo punto ho avuto dei dubbi. Invece è proprio vero: è un uomo!

Non che sia impossibile parlare dell’universo femminile da parte del genere maschile, ma ammettiamolo: raccontarlo partendo da una cosa così intimamente legata al corpo delle donne è rischioso. È qualcosa di paragonabile solo alla maternità. Ma se questa viene riconosciuta come miracolo della natura, lo stesso non vale per il ciclo mestruale. Gli uomini devono maneggiare con cura una materia per loro così oscura, sennò finiscono per irritare! Basti solo pensare quanto facevano arrabbiare in passato certe pubblicità di assorbenti. Certo i tempi sono cambiati, ma è molto facile sbagliare!

Chi è Ken Koyama?

Una volta assodato che l’autore di Seiri-chan ha una grande abilità e sensibilità, a questo punto bisogna però risolvere la questione.

Nulla di più difficile. Perché il volume praticamente non contiene una riga sull’autore e girare su internet non dà grossi risultati. Bisogna arrivare nelle news del sito di starcomics all’annuncio del manga  per riuscire a leggere due righe sull’autore, che peraltro non sono neppure riportate nel volume. Eppure gira voce che il manga in questione sia un caso editoriale in patria, tanto da averne tratto una live action. Ma cosa ha colpito i Giapponesi di questa serie e che rapporto hanno oggi con la questione “femminile”? A noi che impariamo le cose leggendole non è dato saperlo.

Dopo aver perso un po’ di tempo su internet, scopriamo solo che Ken Koyama ha una formazione artistica, ma solo dopo più o meno dieci anni arriva al successo come freelance con un proprio blog mentre lavora da impiegato. Ha dunque pochi titoli all’attivo. Ma è spulciando il suo profilo twitter (di cui non capisco una parola perché giustamente è in giapponese) che capiamo la sua predilezione per il genere Slice of life. Inoltre le avventure di Seiri-chan non sembrano essere ancora concluse in patria, dato che i volumi pubblicati ammontano a  tre. Dunque Ken Koyama ha ancora qualcosa da dire sull’argomento, ma non sappiamo bene quando potremo leggere anche noi in Italia le nuove avventure della nostra eroina.

Conclusioni e riflessioni

Insomma è stata un’occasione mancata! Il volume è bello, ma poteva esserlo ancora di più. Eppure la linea Wasabi della Star Comics, inaugurata non troppo tempo fa, ha storie più autoriali, belle confezioni e formato godibilissimo per grandezza. Gran cura è spesa nei particolari estetici di questo volume: la sovraccoperta è lucida e decorata con piccoli rilievi a sbalzo. La copertina vera invece è tutta rosa e ha un’ immagine completamente diversa, creando un bell’effetto sorpresa. Manca invece una minima presentazione che avrebbe impreziosito l’opera.

Ma badate bene, a mio parere questa mancanza è dilagante tra le case editrici, specie su determinati tipi di fumetto. Molto spesso si demanda ad altri canali il compito di informare sull’editoria giapponese, un universo così diverso, ampio e complesso. Va bene per gli autori più popolari, di cui già circolano le opere o che sono ampiamente raccontati da appassionati. Ma cosa succede per quelli praticamente sconosciuti?

 Così anche le più belle edizioni dedicate a mangaka importanti spesso non sono opportunamente accompagnate da presentazioni. Eppure non sto parlando di fantascienza. Nel 2010 Rachel Matt Thorn correda l’edizione tutta americana di A drunken dream and Other Stories di Moto Hagio con una lunga ed esauriente intervista all’autrice. Ma quando questa è stata pubblicata in Italia, non tutte le case editrici si sono comportate allo stesso modo.

Che dire? Leggete il volume con grande spensieratezza, ma non fatevi venire curiosità o dubbi. Rimarrebbero insoluti.